Per i pazienti è un'utile fonte di conoscenze, ma non uno strumento di diagnosi e di prescrizione terapeutica.

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Si e' oramai visto che un gran numero di cefalee, di disturbi all'orecchio, di sindromi vertiginose e di dolori al collo, alle spalle e alla colonna vertebrale, non sono delle patologie specialistiche distrettuali che non rispondono ai classici trattamenti e di causa oscura (idiopatica), ma il classico corredo sintomatologico delle disfunzioni cranio - cervico - mandibolari. Cardine del sistema e' l'articolazione temporomandibolare (ATM), questa articolazione è localizzata al davanti dell'orecchio ( infatti infilando un dito nel padiglione auricolare e aprendo e chiudendo la bocca ne si apprezza il movimento ). E'quindi inquadrando il caso clinico in maniera globale, e dando alla mandibola un ruolo importante nella gestione dei difetti della postura, che si determina un approccio diverso, non solo per quel che riguarda l'inquadranemto nosologico e gli aspetti amanmestici e diagnostici, ma soprattutto per la soluzione terapeutica di un gran numero di casi clinici.

Sono patologie molto importanti, che dipendono da una alterazione nel funzionamento dell’Articolazione Temporo Mandibolare, quella che ci permette di aprire e chiudere la bocca. Questa è composta di una parte mandibolare, il condilo, una parte mascellare, la superficie articolare superiore, e di un menisco, fra loro.

Nella norma il movimento articolare è diviso in due fasi, una rotazione del condilo su se stesso, alla quale segue una traslazione del condilo, accompagnato dal menisco, in avanti, in tal modo la bocca si apre al suo massimo. Chiaramente i due condili, destro e sinistro devono agire insieme. In particolari situazioni patologiche, quando il condilo si porta verso l’indietro e il menisco scappa un po’ in avanti il movimento articolare non avviene più in questo modo.

 





Queste situazioni scorrette predispongono alla disfunzione della funzione dell’Articolazione Temporo Mandibolare. Questa spesso si evidenzia con: 1 – la comparsa del “ click “ 2 - una alterazione nel movimento di apertura della bocca. La bocca apre sempre sino a valori normali, questa classicamente corrisponde alla possibilità di inserire tre dita fra l’arcata superiore e quella inferiore, in pratica l’apertura normale della bocca è di 43 – 46 millimetri. Questa situazione è raramente reversibile, a meno di non eseguire una corretta e impegnativa terapia gnatologica, ma frequentemente evolve, nei casi più gravi, verso il blocco ( locking cronico ) dell’articolazione interessata. Questa mantiene la possibilità della rotazione iniziale, ma perde la traslazione finale. Questo perché il menisco si accartoccia in avanti rispetto al condilo, impedendo lo spostamento in avanti. Guardando dal davanti la bocca aprirà di meno ( due dita ) e avrà un movimento finale di apertura deviato verso il lato dove è presente il blocco.

 

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Sito scientifico a carattere divulgativo a cura del Dott. Giuseppe Massaiu.

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