Dimostrazione del miglioramento della rotazione vertebrale patologica
durante la terapia occlusale
mediante un nuovo sistema diagnostico non invasivo:
il Digital Moire System

Dott. Giuseppe Massaiu, spec. in odontoiatra, Sassari

via Alghero 22 – 07100 Sassari

Tel e Fax 079.273825

e-mail: dott.giuseppemassaiu@tiscali.it

 

Dott. Giovanni Toxiri, spec. in ortodonzia, Cagliari

Dott. Aura Piras, spec. in ortopedia, Sassari

Italo Moi, master ortopedico, Sassari

 

Abstract:

Questo articolo vuole essere un contributo obbiettivo circa l’efficacia della terapia occlusale nel miglioramento della postura nei pazienti che presentino un problema strutturale di natura discendente, mediante la misurazione della rotazioni vertebrale utilizzando un nuovo sistema diagnostico non invasivo prima e dopo l’effettuazione del test di Meerssemann

Summary:

This article would be an objective contribution about the efficacy of occlusal therapy in improvement posture in patients that show a structural problem of discending origin, through measuring vertebral rotations using a new not-invasive diagnostic system, before and after execution of Meerssemann test

 

Valutazioni introduttive

E’ da vari anni che si assiste al proliferare di studi circa i rapporti tra la postura e l’occlusione dentale. I primi ad occuparsi di simile argomento sono stati i chiropratici in quanto si accorgevano che alcuni loro pazienti non traevano beneficio dalle loro terapie e la maggior parte di questi presentavano tutti un’occlusione dentale alterata; da allora molte altre scuole di osteopatia , posturale, ortopedica e fisiatrica classica si sono occupate a più riprese di tale argomento affascinante. Il metodo classicamente utilizzato per evidenziare la correlazione tra occlusione e postura è il posturometro o scoliosometro

 

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fig.1

che permette di valutare visivamente l’atteggiamento posturale del paziente prima e dopo la correzione occlusale qualunque sia il metodo con la quale viene praticata. Tale metodo presenta l’inconveniente di poter effettuare esclusivamente una valutazione soggettiva delle variazioni posturali del caso in esame, senza poter utilizzare i dati radiologici che sono gli unici che ci consentono di vedere l’effettivo grado di rotazione delle vertebre interessate. Quindi mancando tale documentazione, accettata dal punto di vista scientifico, le evidenze succitate sono sempre state relegate ad una ristretta cerchia di cultori del problema. Ma la pratica clinica quotidiana ci conferma l’efficacia della terapia occlusale nel produrre miglioramento del pattern posturale.

 

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fig.2

Scopo della ricerca

Il nostro studio sarà volto alla ricerca di uno strumento non invasivo per il paziente, semplicemente utilizzabile e che permetta di dimostrare la correzione della rotazione degli elementi vertebrali interessati, e tale da poter misurare tali valori. In tal modo avremo un ulteriore metodo, più certo ed anche riconoscibile da una maggior numero di operatori .

Il digital Moirè System

Moirè ha origine da una parola francese usata per scrivere l’aspetto di movimenti ondulatori (traducibile in Italiano come "marezzato").

Il Moirè descrive anche un fenomeno fisico caratterizzato dall’apparire di linee d’ombra quando due griglie vengono sovrapposte e le linee delle griglie stesse non sono messe in parallelo.

Le linee che appaiono vengono viste perpendicolarmente alle bisettrici fra le linee delle due griglie.

Il fenomeno Moirè può anche essere visto su un oggetto posto dietro la grata. In tal caso queste linee d’ombra appariranno per interferenza fra la griglia e la sua ombra su un corpo retrostante, e si formeranno a distanze fisse dalla griglia (fig.3). Questo implica che le linee d’ombra Moirè possono essere paragonate ai contorni di una mappa altimetrica.

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fig.3 fig.4

A questo punto, se guardiamo con la telecamera la grata da una posizione laterale rispetto alla sorgente luminosa, spariranno alla vista determinate aree, mentre altre saranno più evidenti (fig.4). Su un oggetto sferico le linee d’ombra Moirè si disporranno in maniera caratteristica seguendo le variazioni di profondità, appoggiando quindi il corpo del paziente, vedremo delle linee simili alle isomere delle cartine geografiche.

Materiale

Griglia con linee orizzontali di larghezza pari agli intervalli tra le linee stesse, montata su un telaio regolabile in altezza, e pedana con posizionamento facilitato dei piedi.

Sorgente luminosa (1000w) formata da fasci paralleli (proiettore per diapositive)

Telecamera fissa collegata in tempi reali al monitor del personal computer (fig.5)

 

fig.5

Il piano di posizionamento della camera è posto parallelo alla griglia, mentre la sorgente luminosa si trova ad angolo di 45° rispetto allo stesso

Utilizzo della tecnica

La strumentazione del Digital Moirè System consiste in una griglia con linee verticali oppure orizzontali pari agli intervalli fra le linee stesse. La luce dovrà essere formata da fasci paralleli il più possibile. Il posizionamento reciproco della sorgente luminosa e dell’occhio/telecamera dipende dall’orientamento delle linee della griglia. Con linee verticali (adottate nel nostro caso) la sorgente luminosa è posta di fianco alla telecamera. La sorgente luminosa è posta di preferenza di lato alla griglia, in modo da evitare riflessi sulla superficie di quest’ultima. Tuttavia, sia la telecamera che la sorgente luminosa, dovranno essere orientate in direzione del centro della griglia.

Determinazione di una asimmetria

L’ampiezza dell’asimmetria fra le due metà del dorso può essere valutata nel seguente modo:

  1. Ci si deve prima accertare che il paziente stia in piedi nella posizione corretta, vale a dire toccando la griglia lievemente e con la pressione su entrambe le scapole e su entrambi i glutei.

  2. A questo punto, tramite il personal computer (fig.6), si acquisisce l’immagine registrata dalla telecamera. Si passa quindi ad un' analisi della topografia dell’immagine e evidenziati i punti salienti necessari alla corretta misurazione dell’entità delle suddette asimmetrie.
  3. Si può procedere ora alla misurazione che viene effettuata sfruttando le potenzialità offerte dal personal computer che, fra l’altro, consente un ingrandimento delle zone sulle quali si focalizzerà l’indagine.
  4. Si disegna quindi sull’immagine una linea verticale sistemata al centro della schiena del paziente in corrispondenza dell’inizio della curvatura della colonna vertebrale (fig.7)
fig.6 fig.7

Il passo seguente sarà quello di disegnare le linee tangenti alla curva della colonna seguendo gli apici delle "W" e delle "M" generate dalla griglia.

Si è ora nella condizione di poter misurare l’angolazione delle tangenti disegnate e determinare quindi l’entità della deviazione.

A completamento dell’analisi vi è la stampa di una scheda contenente i dati del paziente, l’immagine con le misurazioni effettuate e le note del tecnico che ha eseguito l’indagine.

Presentazione di due casi clinici

Per il nostro studio abbiamo voluto prendere in esame due casi, entrambi pazienti in trattamento per la cura della sintomatologia accessoria che accompagna la patologia dell’ATM, usualmente riferita a sintomi definiti come di " artrosi cervicale ". In pratica le due pazienti si erano presentate nel nostro studio con una sintomatologia aspecifica comprendente: cefalea, dolori cervicali e dolori lombari, parestesie agli arti, sintomatologia ORL senza obbiettività specialistica (prurito, tappamento, rumori alle orecchie), sensazioni fastidiose agli occhi, senso di bruciore, scotomi, fotofobia. Altro sintomo importante, presente in entrambi i casi erano le vertigini. All’esame al posturometro, eseguendo il test di Meersemann entrambe le pazienti avevano dimostrato un notevole miglioramento posturale. Valutando quindi mediante i test diagnostici i rapporti fra l’occlusione e tali sintomi, abbiamo deciso di intraprendere una terapia mediante l’utilizzo di una placca di riposizionamento mandibolare, per centrare nei tre piani dello spazio in maniera fisiologica il tavolato occlusale.

fig.8

Dal punto di vista occlusale entrambe le pazienti manifestavano un certo grado di deviazione e retrusione mandibolare (fig. 8). Entrambe le pazienti hanno avuto notevole beneficio dalla terapia poiché hanno dimostrato la scomparsa della sintomatologia accessoria riferita all’anamnesi in prima visita.

Misurazione della rotazione vertebrale

Abbiamo quindi voluto valutare, mediante il Digital Moire Sistem, se si manifestava un miglioramento per quanto riguarda la rotazione delle vertebre a livello del tratto toracico e del tratto lombare nel senso del miglioramento (fig. 9,10,11,12). E, in effetti, in entrambi i casi abbiamo avuto un miglioramento dei valori globali del difetto di rotazione vertebrale.

fig.9 fig.10 fig.11 fig.12

Abbiamo effettuato l’analisi del rachide dorsale delle due pazienti mediante il Digital Moire Sistem, prima senza la placca e poi con la placca in bocca. Entrambe le misurazioni sono state precedute da alcuni minuti durante i quali la paziente ha fatto interagire il suo sistema con l’occlusione (Meersemann: camminare, deglutire, respirare).

La paziente in figura 9-10 dimostra senza la placca una rotazione lombare di 11,88 gradi mentre con la placca presenta una rotazione lombare di 2,72 e una rotazione toracica (probabilmente di compenso) di 1,19 gradi.

La paziente in figura 11-12 presenta senza la placca una rotazione toracica di 12,17 gradi e una rotazione lombare di 12,63 gradi. La stessa paziente con la placca dimostra una rotazione toracica di 5,9 gradi e una rotazione lombare di 9, 13 gradi. Quindi sia a livello toracico sia a livello lombare si assiste a un miglioramento della rotazione dei segmenti vertebrali interessati

In entrambi i casi quindi abbiamo potuto dimostrare che il miglioramento posturale visibile mediante il test di Meersemann al posturometro è realmente accompagnato da una rotazione in senso positivo a livello delle vertebre toraciche e/o lombari effettivamente misurabile tramite tale metodica.

Considerazioni conclusive

Questa metodica quindi si presenta come un valido strumento per evidenziare e misurare praticamente le rotazioni a livello vertebrale che accompagnano il riposizionamento mandibolare durante la terapia gnatologica.

Fra l’altro tale metodo diagnostico, non essendo accompagnato dall’utilizzo di radiazioni, permette di effettuare controlli anche ravvicinati senza determinare danni a carico del sistema biologico corporeo.

Concludendo questo studio dimostra, per la prima volta, come la correzione occlusale si accompagni non solo a un miglioramento posturale ottenuto mediante la decontrattura dei segmenti muscolari in spasmo, ma anche ad un miglioramento della rotazione vertebrale patologica nello spazio.

 

 

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