controplacca.gif (3323 byte) Il mantenimento della posizione occlusale nei DCCM, risoluzione dei casi complessi mediante la costruzione della controplacca notturna

Gli autori presentano un semplice strumento terapeutico, che deriva da anni di esperienze nel campo gnatologico, che aiuta a risolvere casi di DCCM in apparenza complessi, ma che dipendono dall'incapacità da parte del paziente a mantenere l'occlusione terapeutica indotta dalla placca di riposizionamento mandibolare

Introduzione

Nella nostra pratica quotidiana è oramai da vari anni consueto l’uso di una placca di stabilizzazione mandibolare secondo Bernkopf( foto 1 ). La posizione terapeutica è garantita dall’uso delle chiavi canine dove il paziente volontariamente individua l’occlusione che abbiamo determinato precedentemente mediante i test dell’indagine diagnostica gnatologica. Nella maggioranza dei casi dopo la fase della preterapia con la placca, di durata variabile da tre a sei mesi, s’imposterà la fase terapeutica finale che porterà alla stabilizzazione permanente dell’occlusione nella posizione terapeutica, mediante le comuni tecniche d’intervento: ortodonzia, protesi, molaggio selettivo, variamente interconnesse secondo il caso.
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